1.8 ANTISOCIALISMO E CORPORATIVISMO

Antisocialismo e corporativismo

Né individui fuori dello Stato, né gruppi (partiti politici, associazioni, sindacati, classi)[15].

Perciò il Fascismo è contro il socialismo che irrigidisce il movimento storico nella lotta di classe e ignora l’unità statale che le classi fonde in una sola realtà economica e morale; e analogamente, è contro il sindacalismo classista.

Ma nell’orbita dello Stato ordinatore, le reali esigenze da cui trasse origine il movimento socialista e sindacalista, il Fascismo le Vuole riconosciute e le fa valere nel sistema corporativo degli interessi conciliati nell’unità dello Stato[16].


[15] Abbiamo creato lo Stato unitario italiano. Pensate che dall’Impero in poi, l’Italia non fu più uno Stato unitario.

Noi qui riaffermiamo solennemente la nostra dottrina concernente lo Stato; qui riaffermo non meno energicamente la mia formula del discorso alla Scala di Milano «tutto nello Stato, niente contro lo Stato, nulla al di fuori dello Stato ›. [S. e D.: l92?; pol. VI, pag. 26.]

[16] … siamo cioè in uno Stato che controlla tutte le forze che agiscono in seno alla nazione. Controlliamo le forze politiche, controlliamo le forze morali, controlliamo le forze economiche, siamo quindi in pieno Stato corporativo fascista…

Noi rappresentiamo un principio nuovo nel mondo, noi rappresentiamo la antitesi netta, categorica, definitiva di tutto il mondo della democrazia, della plutocrazia, della massoneria, di tutto il mondo, per dire in una parola, degli immortali principi dell’89. [S. E D.: 1926; pol. V, pagine 310-11.]

Il Ministero delle Corporazioni non è un organo burocratico e nemmeno vuole sostituirsi alle organizzazioni sindacali nella loro azione necessariamente autonoma, diretta ad inquadrare, selezionare, migliorare i loro aderenti.

Il Ministero delle Corporazioni è l’organo per cui, al centro o alla periferia, si realizza la corporazione integrale, si attuano gli equilibri fra gli interessi e le forze del mondo economico.

Attuazione possibile, sul terreno dello Stato, perché solo lo Stato trascende gli interessi contrastanti dei singoli e dei gruppi, per coordinarli ad un fine superiore, attuazione resa più spedita dal fatto che tutte le organizzazioni economiche riconosciute, garantite, tutelate nello Stato corporativo, vivono nell’orbita comune del Fascismo: accettano cioè la concezione dottrinale e pratica del Fascismo. [S. e D.: 1926; pol. V, pagg. 371-72.]

… abbiamo sostituito lo Stato corporativo e fascista, lo Stato della società nazionale, lo Stato che raccoglie, controlla, armonizza e contempera gli interessi di tutte le classi sociali, le quali si vedono egualmente tutelate.

E mentre prima, durante gli anni del regime demo-liberale, le masse laboriose guardavano con diffidenza lo Stato, erano al di fuori dello Stato, erano contro lo Stato, consideravano lo Stato come un nemico d’ogni giorno e di ogni ora, oggi non c’è Italiano che lavori, che non cerchi il suo posto nelle Corporazioni, nelle federazioni, che non voglia essere una molecola vivente di quel grande, immenso organismo vivente che è lo Stato nazionale corporativo fascista. [S. e D.: 1926; vol. V, pag. 449.]

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