1.2 CONCEZIONE SPIRITUALISTICA

Concezione spiritualistica

Cosi il Fascismo non si intenderebbe in molti dei suoi atteggiamenti pratici, come organizzazione di partito, come sistema di educazione, come disciplina, se non si guardasse alla luce del suo modo generale di concepire la vita. Modo spiritualistico[3].

Il mondo per il Fascismo non è questo mondo materiale che appare alla superficie, in cui l’uomo è un individuo separato da tutti gli altri e per sé stante, ed è governato da una legge naturale, che istintivamente lo trae a vivere una vita di piacere egoistico e momentaneo.

L’uomo del Fascismo è individuo che è nazione e patria, legge morale che stringe insieme individui e generazioni in una tradizione e in una missione, che sopprime l’istinto della vita chiusa nel breve giro del piacere per instaurare nel dovere una vita superiore libera da limiti di tempo e di spazio: una vita in cui l’individuo, attraverso l’abnegazione di sé, il sacrificio dei suoi interessi particolari, la stessa morte, realizza quell’esistenza tutta spirituale in cui è il suo valore di uomo.


[3] Questo processo politico è affiancato da un processo filosofico: se è vero che la materia è rimasta per un secolo sugli altari, oggi è lo spirito che ne prende il posto.

Conseguentemente vengono ripudiate tutte le manifestazioni peculiari dello spirito democratico: il facilonismo, l’improvvisazione, la mancanza di senso personale di responsabilità, l’esaltazione del numero e di quella misteriosa divinità che si chiama “popolo”.

Tutte le creazioni dello spirito – a cominciare da quelle religiose – vengono al primo piano, mentre nessuno osa più attardarsi nelle posizioni di quell’anticlericalismo che fu, per molti decenni, nel mondo occidentale, l’occupazione preferita della democrazia.

Quando si dice che Dio ritorna, s’intende affermare che i valori dello spirito ritornano. [S. e D.: 1922; vol. II, pag. 264.]

Vi è una zona riservata, più che alla ricerca, alla meditazione dei supremi fini della vita.

Quindi, la scienza parte dall’esperienza ma sbocca fatalmente nella filosofia e, a mio avviso, solo la filosofia può illuminare la scienza e portarla sul terreno dell’idea universale. [S. e D.: vol. V, pagina 464.]

Il movimento fascista per essere compreso deve essere considerato in tutta la sua vastità e profondità di fenomeno spirituale.

Le sue manifestazioni sono state le più potenti e le più decisive, ma non bisogna fermarsi ad esse.

Il Fascismo italiano non è stato infatti solamente una rivolta politica contro governi fiacchi e incapaci che avevano lasciato decadere l’autorità dello Stato e minacciavano di arrestare l’Italia sulla via del suo maggiore sviluppo, ma è stato una rivolta spirituale contro vecchie ideologie che corrompevano i sacri principi della religione, della patria e della famiglia.

Rivolta spirituale dunque, il Fascismo è stato espresso direttamente dal popolo. [Un messaggio al pubblico inglese, 5 gennaio 1924; o.: Messaggi e Proclami, Milano, Libreria d’Italia, 1929, p. 107.]

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