1.10 CONCETTO DELLO STATO

Concetto dello Stato

Questa personalità superiore è bensì nazione in quanto è Stato.

Non è la nazione a generare lo Stato, secondo il vieto concetto naturalistico che servi di base alla pubblicistica degli Stati nazionali nel secolo XIX.

Anzi la nazione è creata dallo Stato, che dà al popolo, consapevole della propria unità morale, una volontà, e quindi un’effettiva esistenza.

Il diritto di una nazione all’indipendenza deriva non da una letteraria e ideale coscienza del proprio essere, e tanto meno da una situazione di fatto più o meno inconsapevole e inerte, ma da una coscienza attiva, da una volontà politica in atto e disposta a dimostrare il proprio diritto: cioè, da una sorta di Stato già in fieri.

Lo Stato infatti, come volontà etica universale, è creatore del diritto[20].


[20] Una nazione esiste in quanto è un popolo.

Un popolo ascende in quanto sia numeroso, laborioso e ordinato.

La potenza è la risultante di questo fondamentale trinomio [S. e D.: 1929; vol. VII, pagg. 14-15.]

Il Fascismo non nega lo Stato; afferma che una società civica nazionale o imperiale non può essere pensata che sotto la specie di Stato. [S. e D.: 1922; val. II, pag. 294.]

Per noi la nazione è soprattutto’ spirito e non soltanto territorio.

Ci sono Stati che hanno avuto immensi territori e che non lasciarono traccia alcuna nella storia umana.

Non è soltanto numero, perché si ebbero, nella storia, degli Stati piccolissimi, microscopici, che hanno lasciato documenti memorabili, imperituri nell’arte e nella filosofia.

La grandezza della nazione è il complesso di tutte queste virtù, di tutte queste condizioni.

Una nazione è grande quando traduce nella realtà la forza del suo spirito. [Id., pag. 346.]

Noi vogliamo unificare la nazione nello Stato sovrano, che è sopra di tutti e può essere contro tutti perché rappresenta la continuità morale della nazione nella storia. Senza lo Stato non c’è nazione.

Ci sono soltanto degli aggregati umani, suscettibili di tutte le disintegrazioni che la storia può infliggere loro. [S. e D.: 1924; vol. IV, pagg. 244-5.]

Lascia un commento